Per decenni, l’industria delle crociere dell’Alaska ha promosso lo Stato come l’“Ultima Frontiera”, mentre le comunità indigene rimanevano ai margini dell’economia turistica. Questo sta iniziando a cambiare, poiché le corporation native dell’Alaska possiedono e gestiscono sempre più parti dell’infrastruttura turistica, dai terminal per le crociere e i trasporti terrestri alle escursioni e ai lodge.
Il cambiamento è visibile a Juneau, dove il Sealaska Heritage Institute’s Kootéeyaa Deiyí, ovvero il “Sentiero dei totem”, ha portato la rappresentazione culturale Tlingit, Haida e Tsimshian in alcune delle zone più visitate della città. Dal 2023, pali scolpiti costeggiano il percorso tra il lungomare e il centro cittadino. Ricardo Worl del Sealaska Heritage Institute descrive il progetto come un modo per ristabilire la presenza indigena nelle terre ancestrali e presentare ai visitatori delle crociere la storia della regione.
Huna Totem Corporation, una corporation di villaggio Tlingit che rappresenta azionisti legati a Hoonah e Glacier Bay, ha fatto del turismo una componente centrale della propria strategia di sviluppo economico. Il suo progetto più noto, Icy Strait Point a Hoonah, è stato inaugurato nel 2004 come la prima destinazione privata per le crociere dell’Alaska. Il sito comprende due moli per le crociere, aree per le escursioni, sentieri pedonali, cabinovie e un museo ospitato in un’ex fabbrica di conserve di salmone.
Secondo Ruth Banaszak, direttrice del marketing e delle comunicazioni di Huna Totem, Icy Strait Point impiega circa 350 persone durante la stagione in una comunità di circa 950 residenti. L’attività ha inoltre aiutato lo sviluppo delle imprese locali, comprese le escursioni in barca a Point Adolphus, dove i visitatori possono vedere orche, megattere, leoni marini e lontre marine.
Huna Totem ha ampliato il proprio coinvolgimento oltre Hoonah. A Whittier, ha inaugurato il terminal per le crociere Glacier Gateway nel 2024. Insieme a Doyon, Limited, ha acquisito Portage Glacier Cruises e Alaska Coach Tours. A Klawock, sull’isola Prince of Wales, Huna Totem ha collaborato con Doyon e con la corporation nativa locale dell’Alaska Klawock Heenya per sviluppare un porto per le crociere basato sul modello di una sola nave e incentrato sulla cultura Tlingit e sulla partecipazione della comunità.
A Juneau, Huna Totem sta sviluppando Áak’w Landing, un molo per le crociere e un progetto sul lungomare che dovrebbe entrare nella sua prima stagione completa nel 2028. Lo sviluppo intende migliorare il movimento dei visitatori attraverso la città, anche eliminando la necessità di imbarcazioni per il trasferimento dei passeggeri presso il sito. Per la località sono inoltre previsti due pali del progetto Kootéeyaa Deiyí.
Doyon, Limited, una corporation con sede a Fairbanks che rappresenta in gran parte azionisti Dene, ha seguito una strategia simile. Secondo Jordan Sanford, presidente di Doyon Tourism, oltre il 60% dei visitatori dell’Alaska arriva in crociera, rendendo il settore importante per i piani di crescita della corporation.
Doyon gestisce il Kantishna Roadhouse nel Denali National Park da 30 anni. Il lodge è l’unica struttura ricettiva del parco di proprietà indigena. I visitatori lo raggiungono con un piccolo aereo, mentre l’accesso stradale rimane chiuso a causa di una frana; la strada dovrebbe riaprire nel 2027. Il lodge offre attività nell’entroterra, osservazione della fauna selvatica e presentazioni culturali, comprese introduzioni alle perline e agli abiti cerimoniali Dene.
Dal 2004, Doyon gestisce inoltre tour in autobus, servizi di trasporto e campeggi nel parco attraverso una collaborazione con Aramark. Sanford afferma che i visitatori cercano sempre più esperienze autentiche, offrendo alle imprese di proprietà nativa l’opportunità di impiegare gli azionisti e al contempo permettere loro di condividere la propria cultura.
Doyon sta inoltre restaurando il Chatanika Gold Camp, risalente al 1925, vicino a Fairbanks. Il sito dovrebbe aprire nel 2027 come centro per l’esperienza dell’aurora boreale con programmi culturali, rispondendo a quella che Sanford descrive come una carenza di infrastrutture dedicate all’osservazione dell’aurora.
Nel loro insieme, questi progetti indicano l’emergere di una rete più ampia di imprese turistiche di proprietà indigena in tutta l’Alaska. L’obiettivo descritto dalle corporation è un corridoio di viaggio di proprietà nativa, nel quale i visitatori possano spostarsi tra porti, autobus, escursioni e lodge di proprietà indigena, mentre una quota maggiore dei benefici economici rimane nelle comunità sulle cui terre ancestrali essi si recano.
Fonti: Condé Nast Traveler.