I Condé Nast Traveler x District Top Restaurant Awards 2026 hanno svelato la classifica dei 50 migliori ristoranti dell’India. La settima edizione, realizzata con il supporto di Visa, è stata annunciata durante una cerimonia al The Grand Hyatt di Bambolim, Goa, celebrando gli chef, i bartender e i ristoratori che stanno plasmando la scena gastronomica del Paese.

NAAR di Kasauli si è aggiudicato il primo posto. Il ristorante da 16 posti dello chef Prateek Sadhu, situato nei pressi del villaggio di Darwa, nell’Himachal Pradesh, costruisce i propri menu attorno alle sei stagioni dell’Himalaya e alla cottura su un focolare affumicato al ginepro. The Table di Mumbai si è classificato secondo, seguito da Papa’s, anch’esso a Mumbai. FarmLore di Bengaluru ha conquistato il quarto posto, mentre Sienna Calcutta di Kolkata ha completato i primi cinque.

Mumbai e Goa hanno contribuito ciascuna con 13 ristoranti alla top 50, la prima volta che Goa eguaglia la rappresentanza di Mumbai. Bengaluru ha seguito con sei presenze, mentre Chennai e Kolkata ne hanno avute quattro ciascuna. New Delhi ha contribuito con tre ristoranti, Shillong con due, e Kasauli, Hyderabad, Jaipur, Gurugram e Karaikudi con uno ciascuna.

La lista è stata elaborata a partire da una preselezione di oltre 1.000 ristoranti curata da Condé Nast Traveler. I ristoranti potevano autocandidarsi compilando un modulo, dopodiché una giuria composta da 105 membri ha votato in due fasi. Deloitte Touche Tohmatsu India LLP ha fornito consulenza sul processo, mentre i giurati sono stati sottoposti a controlli per individuare eventuali conflitti d’interesse e selezionati tenendo conto della diversità regionale. Il panel comprendeva critici gastronomici, scrittori, chef, designer, artisti e curatori.

I ristoranti classificati dal sesto al decimo posto sono stati Izumi Assagao a Goa, Indian Accent at The Lodhi a New Delhi, Bomras a Goa, Avartana at ITC Grand Chola a Chennai e The Bombay Canteen a Mumbai. Queste presenze riflettono la varietà degli approcci rappresentati nella classifica, dalla cucina giapponese e dalla cucina indiana moderna alla cucina kachin, ai menu degustazione dell’India meridionale e alle interpretazioni contemporanee della cultura gastronomica di Mumbai.

Mumbai ha mantenuto la sua forte presenza anche nelle posizioni successive, con Masque all’undicesimo posto e Americano al dodicesimo. INJA di New Delhi si è classificato tredicesimo, seguito da Amar Khamar di Kolkata al quattordicesimo e da NĀVU di Bengaluru al quindicesimo. The Second House di Goa si è piazzato al sedicesimo posto, mentre Theta Theta Telugu di Hyderabad ha raggiunto il diciassettesimo.

La classifica mette in evidenza sia nomi affermati sia nuove direzioni nella ristorazione indiana. I ristoranti presenti nella lista attingono a ingredienti e tradizioni regionali, sperimentando al contempo formule di menu degustazione, tecniche internazionali e combinazioni interculturali. La leadership condivisa da Goa e Mumbai rappresenta il segnale più evidente della crescente influenza dello Stato nel panorama nazionale della ristorazione.

Fonti: Condé Nast Traveler.